Musiche

MUSICHE

MASSIMO ZAMBONI

 

Massimo Zamboni è autore della colonna sonora e delle musiche originali. E' nato a Reggio Emilia, è chitarrista, cantautore e scrittore. Ha fondato ed è stato chitarrista e compositore dei CCCP, e dei successivi CSI. Ha composto per il cinema diverse colonne sonore per lungometraggi e documentari quali Passano i soldati di Luca Gasparini, Benzina di Monica Stambrini, Velocità massima e L'orizzonte degli eventi di Daniele Vicari. Ha pubblicato cinque libri, l'ultimo "L'eco di uno sparo" è uscito nella primavera 2015, contemporaneamente al nuovo concerto con i post CSI, "Beviario partigiano". Attualmente vive in campagna, a Carpineti, dove fa il contadino, lì compone e da lì parte per i suoi tour.

 

Nota del musicista

Ho accettato con molto piacere la proposta di musicare le lotte dei Fasci Siciliani, realtà di cui, come tanti, sapevo poco o nulla. La passione collettiva di tutti coloro che hanno partecipato a questo progetto è un segno evidente di come in questa storia ognuno di noi abbia potuto intuire i semi - di sfruttamento, di oppressione - da cui è dovuta nascere la nostra storia contemporanea.

La musica del film segue due direzioni: una - più acustica - che cerca di rendere l'animo del cronista Rossi nel percorrere in solitaria a dorso di mulo un territorio “altro”, lontanissimo e sconosciuto. La musica cerca di mettere in relazione la forza del paesaggio esterno con l'impressione riflessa nel paesaggio interno del narratore.

L'altra direzione della musica cerca di rendere tanto la rabbia dei contadini e lo sgomento nel dover affrontare situazioni intollerabili di vita quanto la consapevolezza della forza del lottare assieme. Mi sono affidato a soluzioni più elettroniche per caratterizzare con suoni tetri, cattivi, questa tensione.

Comporre musica per documentari è un osservatorio privilegiato attraverso il quale entrare nel vivo di situazioni lontane, sconosciute, obbligandosi a un contatto intimo e pensato.

Mi dedico a questo lavoro da una quindicina di anni, affiancandolo a quello di musicista e compositore di canzoni; è una grande espansione espressiva potersi “nascondere” dietro la vita di altri, musicandola, per chi come me è abituato a comporre partendo dall'esperienza personale. I film consentono quella sperimentazione allargata che le canzoni composte a nome personale faticano a lasciare in libertà.

 

 

 

 

 

 

 

 

Paolo Zarcone, cantastorie, è nato e vive a Bagheria, provincia di Palermo. Per 1893. L'inchiesta ha musicato “Mamma, n’un mi mannati a’ la pirrera”, il poema tragico dei carusi della zolfara, cantato dal Coro dei Bambini della Scuola Elementare di Bagheria. Profondo interprete di quella antichissima funzione di “voce e portavoce del popolo” svolta dai cantastorie, e prima ancora dai giullari, nella notte dei tempi, Paolo Zarcone compone e interpreta brani di denuncia e di impegno sociale in lingua siciliana, e brani tratti da testi letterari già esistenti, come le poesie di Ignazio Buttitta e le “cantate” di Rosa Balistreri (U lamentu pi la morti di Turiddu Carnivali, Cantata contro la mafia, Li pirati a Palermu, Mi votu e mi rivotu). Nel 2006, in occasione di un’esibizione a Portella della Ginestra, in memoria dell’eccidio dei contadini del 1 maggio 1947, ha presentato il brano Lamentu d’una matri, da un testo di Buttitta, mescolando immagini, musica e parole. Una combinazione artistica che segue da allora, proponendo al pubblico "cartelloni" che disegna in prima persona.

 

CANTASTORIE

PAOLO ZARCONE

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